Life Time - ricordati che devi vivere
mercoledì, 04.01.06
Ancora su Waking Life
Qualche giorno fa ho parlato del film Waking Life, beh, sono riuscito finalmente a trovare tutti i dialoghi presenti nel film (purtroppo in inglese), e vorrei condividerli con voi. Ne approfitto per postare uno dei dialoghi che più mi ha colpito (quello sulla teoria di Dick sul tempo):
- Scarica i dialoghi di Waking Life (Inglese, formato DOC)
Hey man. Weren't you in the boat car? With, you know, the guy with the hat? He gave me a ride in his car, or boat thing, and you were in the back seat with me?
I'm not saying that you don't know what you're talking about, but I don't know what you're talking about.
lunedì, 02.01.06
Vorrei...
Vorrei che questo nuovo anno non fosse come tutti gli altri
Vorrei che ci fossero dei cambiamenti, anche radicali, in positivo
Vorrei poter realizzare tutto quello che ho in testa
Vorrei avere sempre il coraggio di compiere le mie azioni
Vorrei essere più stronzo con chi lo merita e meno con chi non ha colpe
Vorrei saper vivere sempre le mie emozioni fino in fondo e non provare rimorsi
Vorrei essere sempre me stesso, dal profondo dell'anima alla punta dei capelli
Vorrei capire quali persone contano davvero e quali no
Vorrei tagliare col passato per ritrovarmi in un futuro migliore
Vorrei viaggiare, conoscere nuovi posti e nuove persone, per poter apprezzare i luoghi che già conosco
Vorrei guardare avanti senza poter mai guardare indietro pentito
Vorrei realizzarmi, essere felice, nel profondo del cuore
Vorrei trovarti ovunque tu sia e chiunque tu sia
Vorrei che tutto ciò non rimanga solo un sogno chiuso nella mia testa, ma una realtà che è possibile vedere con gli occhi
Fa un effetto strano vedere tutta questa gente per le strade del centro di Torino alle 4 notte. Una vita, un brulicare di persone che quasi contrastano con l'oscurità della città a quest'ora. Mi sono ritrovato in questi luoghi, la notte di Capodanno, quasi per caso. La vita è una continua sorpresa, ti ritrovi in posti e con persone che non avresti immaginato.
Sembrano tutti felici questa notte. Vai a prendere un panino e mentre aspetti, persone che non hai mai visto prima ti fanno gli auguri, così come ti ritrovi a scattare foto per qualche turista e a fare gli stessi auguri senza sapere il perché.
Il concerto, quello importante, è già finito da un pezzo, ma c'è ancora gente nella piazza. Qualcuno canta musica lirica sul palco, nonostante i -3 gradi sotto zero ed un pubblico poco interessato. In questo momento mi sento sereno, c'è una strana atmosfera intorno, è vero, sembrano tutti felici questa notte, eppure solo qualche ora prima mi sentivo triste.
Il palco viene smontato, la gente se ne torna a casa, un poliziotto lancia dei petardi sulla piazza. Meglio tornare a casa, non c'è altro da fare. Un altro anno ci attende e non ci resta che sperare. Lungo la strada per il ritorno noto che per terra c'è di tutto, uno strano luccichio, come delle pietre preziose, ma in realtà sono solo i pezzi di vetro delle innumerevoli bottiglie rotte per terra. Botti, carte, bottiglie ovunque per il centro di Torino. Mi accorgo per un attimo di camminare su un incredibile immondezzaio, e la mia città, che fra qualche mese ospiterà le olimpiadi, inizia piano piano ad addormentarsi.
TAG: 2006resolutions
martedì, 27.12.05
Waking Life
Qualche giorno fa, quasi per caso mi sono imbattuto in questo film. Con molta sorpresa mi sono ritrovato di fronte ad un prodotto originale ed innovativo allo stesso modo. Due sono i motivi per cui andrebbe visto:

1- La tecnologia: il Rotoscope
Waking Life potrebbe sembrare a prima vista un normale film di animazione, ma non è così. I personaggi in realtà non sono inventati, ma sono attori in carne ed ossa, in pratica si ha un film di animazione interpretato da attori reali. La tecnologia che permette ciò è chiamata rotoscopio, e permette di ridipingere singolarmente i vari frame girati con gli attori in un primo momento. Brevettato nel 1917 dai geniali Max e Dave Fleischer (padri di Braccio di Ferro e Betty Boop), il quale attraverso la retroproiezione di un'immagine fotografica, permetteva all'animatore di disegnarla su carta o su gel, copiandone fedelmente i contorni. Il rotoscopio conferì ai lavori dei Fleischer un ineguagliabile verismo, spingendo il duo a ulteriori traguardi: la commistione di personaggi reali e disegnati, il primo lungometraggio (nonché primo cartone "didattico": The Einstein Theory Of Relativity, del 23), il primo cartone sonoro (la serie Song Car-Tuns, del 24). In realtà la tecnologia usata in questo film è un'ulteriore evoluzione che si avvale del programma creato da Bob Sabiston e dai potenti mezzi informatici di oggi.Il risultato è qualcosa di spettacolare. Sembra di assistere a veri e propri dipinti che prendono vita, trasmettendo allo spettatore un'esperienza visiva mai vista prima, quasi come se si trattasse di un sogno (e il paragone non è casuale come vedremo dopo).
La stessa tecnologia è stata utilizzata nel film A scanner darkly (Un oscuro scrutatore), dello stesso regista di Waking Life, Richard Linklater, che vedremo sugli schermi nel 2006 e basata su un romanzo di Philip K. Dick.

2- I dialoghi
In realtà questo film non ha una vera e proprio trama. Il protagonista è un giovane che si ritrova a conversare con filosofi, giornalisti, musicisti sui temi esistenziali della vita, per arrivare a scoprire di essere intrappolato in un sogno dalla quale è difficile svegliarsi.
I dialoghi sono filosofia pura, sicuramente non di facile compresione, ma molto interessanti. Cosa significa veramente vivere? che cosa è il sogno?
Alcune parti mi hanno veramente colpito, ad esempio quando si parla del sogno come realtà a se, ovvero quando sogniamo siamo totalmente convinti che si tratti di realtà e ci dimentichiamo completamente che si tratti di un sogno. Nello stesso film, più avanti, viene addirittura spiegato come può un individuo rendersi conto che sta sognando e cercare di sfruttare questa condizione fino in fondo.
Interessanti anche le disquisizioni sulla memoria collettiva, oppure sull'evoluzione umana e della nostra società.Da segnalare verso la fine il discorso che viene fatto su Philip K. Dick e il suo romanzo "Scorrete Lacrime, disse il poliziotto" dove si parla della sua teoria del tempo che in realtà sarebbe solo un'illusione di una potenza maligna per impedire alla gente di accettare Dio.
Tutto ciò è molto interessante, avrei voluto postare qualche dialogo per intero, ma al momento ho trovato alcuna trascrizione di questi sulla rete, quindi a meno di trascriverli personalmente, dovrete farne a meno :\
Concludendo vi dicolo solo una cosa: guardatelo. Se ne avete l'occasione procuratevelo (si trova in DVD ad un prezzo accessibile) e non ve ne pentirete, questo film non solo vi sorprenderà per le sue immagini, ma vi farà riflettere su molti aspetti della vita, forse troppo sottovalutati e dimenticati ai giorni nostri.

Titolo: Waking Life
Regia: Richard Linklater
Sceneggiatura: Richard Linklater
Interpreti: Wiley Wiggins, Ethan Hawke, Julie Delpy, Steven Soderbergh, Peter Atherton, Steve Drubniak, Charles Gunning, John Christensen, Nicky Katt, Timothy Levitch, Louis Mackey, Steven Prince, Ken Webster, Trevor Jack Brooks, Lorelei Linklater, Glover Gill, Lara Hicks, Robert C. Solomon, Alex Jones, Richard Linklater, Caveh Zahedi, Guy Forsyth
Nazionalità: USA, 2001
Durata: 1h. 37'
Presentato alla Mostra del cinema di Venezia.
Link Relativi:
- Scheda film su imdb.com
- A Scanner Darkly (trailer)
- Vari Trailers di Waking Life
- Sito ufficiale del film
venerdì, 23.12.05
Bergamasco vive come nel film "The Terminal"

Come nel film di Spielberg "The Terminal", da 13 anni trascorre le sue giornate in uno scalo aereo, non in uno americano bensì in quello italianissimo di Orio al Serio, a Bergamo. Lui è un pensionato di 66 anni, residente a Stezzano, un paesino del Bergamasco, dove torna solo per dormire visto che per scelta le sue giornate le passa all'aeroporto, conversando con il personale o aiutando i viaggiatori in difficoltà.
Alfredo Lozza, questo il nome della controparte nostrana del personaggio interpretato sul grande schermo da Tom Hanks, tutte le mattine alle 9 varca gli ingressi dell'aeroporto e là trascorre le sue giornate, scambiando qualche chiacchiera con il personale, sempre pronto a dare informazioni ai viaggiatori frettolosi, disposto a dare una mano ai turisti in difficoltà. "Mi hanno detto - sorride - che assomiglio al personaggio di un film di Spielberg, "The Terminal" mi sembra che si chiami, nel quale un turista dell'Est sbarca all'aeroporto di New York ed è costretto a rimanervi perché, nel frattempo, il suo Paese, dov'è avvenuto un colpo di Stato, è stato dichiarato inesistente. A me, però pare un'esagerazione. Qui mi trovo bene, ecco tutto. E trovo qualsiasi cosa di cui possa avere bisogno".
Il suo amore per questa vita è nato dopo un momento drammatico. Per anni aveva lavorato nei cantieri edili, poi un intervento chirurgico all'anca l'aveva costretto all'inattività. Erano state settimane difficili, anche per il lento recupero di una vita normale. "Di fronte ai gravi problemi di deambulazione, decisi di ricorrere a due bastoni -. ha raccontato -. Poi mi ricordai che, spesso, negli ospedali, per riabilitare persone in difficoltà usano i cosiddetti "girelli". E così mi resi conto che i carrelli portabagagli facevano al caso mio. Da allora, qui in aeroporto, unisco l'utile al dilettevole".
Aggrappato al suo carrello, il pensionato di Stezzano da 13 anni si aggira tra i negozi dello scalo, fa qualche acquisto, il giornale e una piccola spesa, chiacchiera con il personale, che ormai lo considera uno di famiglia e lo chiama "lo zio", offre informazioni ai turisti: "Non conosco nessuna lingua straniera - dice - ma ho capito che i gesti bastano e avanzano. Tutti capiscono alla perfezione". Lozza, sguardo semplice e mani grandi di chi ha trascorso una vita a fare lavori pesanti, non è un emarginato. Ha fratelli, numerosi amici. Con loro trascorrerà infatti il giorno di Natale. A Santo Stefano, tuttavia, garantisce che "non mancherà, così come a Capodanno. "Chi mi conosce sa che mi piace stare con quelli che lavorano - ha detto - quando tutti sono in vacanza". In tredici anni da ospite privilegiato, Lozza ha assistito anche alle profonde trasformazioni della struttura: "All'inizio - ricorda - era più piccola. Transitava poca gente. Adesso, invece, è un continuo via vai. Tanto che, talvolta, me ne vado frastornato". Affezionato dell'aeroporto, ma per nulla amante degli aerei: "Ho volato una sola volta - spiega - per un viaggio in Olanda. Poi mai più. E non mi spiego neanche tutta la passione di quelli che si fermano alle vetrate a vedere i velivoli decollare. Per carità, a ciascuno il suo. Ma - conclude - io preferisco quattro chiacchiere con gli amici. Qui ne ho tanti: non mi annoio mai".
da Tgcom.it
Curiosa la storia di questo pensionato bergamasco che in parte ricorda quella del film "The Terminal" di Spielberg (che a sua volta era già stata ispirata da una storia vera). Perchè un'anziano preferisce stare tutto il giorno in un aeroporto piuttosto che fare altro? Probabilmente il bisogno di stare a contatto con la gente, di non perdere il contatto con la realtà, che magari dopo una vita passata a lavorare può mancare.
C'è anche da dire che molta gente è costretta a viverci in un areoporto o in una stazione e non è così felice come il signore di Bergamo.
Ah, se non avete visto il film con Tom Hanks, ve lo consiglio, è il classico film non troppo impegnato che si lascia piacevolmente vedere per passare qualche ora in spensieratezza, anche se la storia è un po' riarrangiata a mo di "favola con lieto fine".
lunedì, 19.12.05
Pupa,scrivile sul blog e si spoglia
Domanda: come è possibile sfondare nel mondo dello show-biz? Risposta: con il talento artistico o con la bellezza. Naturale o artificiale. Pupa non ha dubbi e sceglie la seconda strada, quella di mostrarsi in un blog come mamma l?ha fatta. Troppo facile e scontato però mettere in Rete gli autoscatti artigianali in pose sexy: Pupa ha pensato bene di accalappiare lettori e contatti per il suo blog promettendo di levarsi qualcosa di dosso ogni decina di commenti ricevuti. Il successo ? e qualche polemica ? sono garantiti
"Se mi commenti mi spoglio"
Chiaro che un?iniziativa del genere non sia passata inosservata sul Web e ormai il tam tam del "scrivi anche tu a Pupa che poi si spoglia" intasa molte caselle di posta elettronica e finestre di messenger. La protagonista si presenta come una studentessa di 19 anni, forme aggraziate, trucco marcato e tanta voglia di mettersi in mostra. Tutto messo nero su bianco. Lei infatti non usa giri di parole e non sembra avere velleità diverse dal diventare una "bloggina", una stelletta della cosiddetta blogosfera. Pupa scrive in prima persona nel post di apertura del suo blog, datato 31 ottobre: "Funziona così: se tu lo vuoi, io mi spoglio. Però siccome voglio diventare una blogstar e non voglio metterci così tanto tempo, devi darmi qualcosa in cambio. Un tuo commento. E' come lo strip-poker, solo che questo è uno strip-blog. Ogni 20 commenti, un indumento se ne va". Patti chiari, amicizia e spogliarello lunghi. Pian piano il blog circola di e-mail in e-mail, i navigatori lasciano un segno del loro passaggio e Pupa mantiene la promessa data. Dalla primissima foto online in primo piano si passa alla sottoveste verde. Quindi tocca al baby doll rosa davanti allo specchio al topless e via dicendo. Più calano i veli, più si alza la posta in palio. Il "tariffario" prevede un incremento di venti commenti per ogni indumento: attualmente siamo a quota 160 messaggi per spogliare l?aspirante blogstar.
Fenomeno o burla virtuale?
Benvenuti nel mondo del virtuale quindi. E? chiaro che nessuno sia in grado di garantire l?autenticità di quanto sopra descritto. Gli stessi lettori del blog, nei loro messaggi, parlano di Pupa come un uomo che si diverte a prendere in giro i navigatori. Oppure di una terza persona, brava a trovare una sequenza di foto osè dalla Rete e spacciarsi per esserne la protagonista. Qualche sito, di fatto, ha già pubblicato in tempi non sospetti quelle foto ma questo non confuta del tutto la bontà del blog. Può essere che la stessa Pupa abbia partecipato a chissà quante selezioni di "bloggine" o di aspiranti bellezze da calendario. Lei ribatte alle insinuazioni ("Non capisco che male vi faccio... se non vi piace il blog non siete costretti a venire qui... ? si legge nel post di ieri notte - se pensate che non sono vera non siete costretti a dirmi tutte le parolacce che vi vengono in mente... se non siete d?accordo con quello che faccio potete sempre andare da un'altra parte, no?) e tira dritto per la sua strada. La foto non sono certe autoscatti e tantomeno immagini caserecce. La sua strada passa giocoforza da Internet, da chi ne parla sul proprio blog e da chi la spoglia virtualmente. In attesa di farlo in un video. Un po' meno virtualmente.
Da Tgcom.it
Personalmente penso si tratti di una grossisima bufala, o almeno lo spero per la ragazza in questione, visto che si tratta di un'iniziativa veramente triste, se per farsi notare siamo arrivati a sti livelli... Non bastavano Grande Fratello e compagnia varia per buttare in video persone che non fanno altro che apparire e non mostrare alcuna dote artistica? anche internet come la televisione?
In realtà è molto probabile che qualcuno stia facendo tanto rumore per nulla, postando foto che con un po' di accortezza si trovano già sulla rete. Potrebbe trattarsi proprio della dimostrazione che anche sulla grande rete tette e culi tirano sempre.
Link di riferimento:
- Articolo da Tgcom.it
- Il blog in questione
domenica, 18.12.05
I Gates e Bono personaggi dell'anno per Time magazine
WASHINGTON - Bono con i suoi immancabili occhialoni arancioni, Bill Gates con il suo maglioncino da bravo ragazzo, sua moglie Melinda dietro, con l'onda di capelli fluente alla Veronica Lake. E' la copertina di Time che decreta i personaggi dell'anno: la rockstar e la coppia dei computer sono le icone del 2005, per le loro iniziative umanitarie, perché "queste non sono le persone che ti aspetti ti vengano in aiuto". E invece lo fanno.
Uno degli uomini più ricchi al mondo grazie a Microsoft e sua moglie, la rock star irlandese leader del gruppo U2 sono "I Buoni Samaritani", secondo il settimanale americano che dal 1926 ogni fine anno indica il personaggio più rappresentativo. Il primo ad apparire sulla copertina del magazine in questa veste fu Charles Lindbergh. Secondo le indiscrezioni che ogni anno precedono l'uscita di Time, fino all'ultimo momento i tre della beneficenza avevano avuto come maggiore concorrente "Madre Natura".
Time ha conferito l'onore dell'ultima copertina dell'anno ai coniugi Gates e a Bono con questa motivazione:
"Per essere stati saggi nel bene fatto agli altri, per avere riscritto le regole della politica e della giustizia, per aver reso la beneficenza più intelligente e la speranza un fattore strategico, e poi per aver sfidato il resto del mondo a seguirli lungo questa strada"
"I disastri improvvisi ottengono titoli e copertine, ma il giorno dopo altre tragedie di dimensioni evitabili maturano in silenzio: il bambino che muore di malaria in Africa ogni 29 secondi, la persona contagiata dall'Aids ogni 6,4 secondi, gli otto milioni che muoiono ogni giorno perché sono troppo poveri per rimanere vivi", ha commentato il direttore di Time, Jim Kelly, in un messaggio ai lettori in cui spiega il significato della scelta. Secondo Kelly, con stili diversi, la coppia Gates e Bono "si sono dimostrati straordinariamente efficaci" nel far fronte a queste calamità.
Che dire? Se la scelta su Bono sembra abbastanza ovvia, lo stesso non si direbbe di primo acchito dei coniugi Gates, in particolare Bill. In questi anni il nome di Gates è stato spesso associato alle parole "uomo più ricco al mondo" e "monopolista dei sistemi operativi per pc", ma se per un momento ci dimentichiamo di questo e guardiamo i fatti allora ci accorgiamo che quest'uomo è il maggior filantropo mondiale per quanto riguarda la lotta contro l'AIDS (e non solo) nei paesi africani. Lo fa solo per immagine? oppure si tratta di un gesto quasi "obbligato" vista la sua posizione di uomo più ricco del mondo? Non tutti lo fanno c'è da dire, ma lui lo fa. Tralasciando quindi i discorsi sulla monopolista Microsoft direi che questo riconoscimento ai coniugi Gates è giusto.
Link di riferimento:
- Articolo del Time
- Articolo di Repubblica
- Bill & Melinda Gates Foundation
Benvenuti
Ho deciso finalmente di tentare l'avventura del Blog, è già parecchio tempo che ci penso.
I motivi che mi hanno sempre fermato in questa decisione sono principalmente due: il tempo e i contenuti.
Per tempo intendo il tempo materiale per poter aggiornare costantemente questo sito, anche se è probabile che si tratti di più di mancanza di voglia nel fornire nuovi contenuti.
I contenuti, ecco, mi sono domandato molte volte su cosa avrei mai potuto scrivere un blog.
Un blog monotematico, magari sulla tecnologia? oppure il classico blog in cui scrivere ogni cavolata che mi capita del tipo "oggi ho tagliato le unghie" o "ho mangiato la pasta con la pummarò"? No, quello che vorrei fare con questo sito è di parlare dei fatti, piuttosto che dei fatti miei. E' probabile, anzi quasi sicuro, che scriverò o commenterò fatti personali o che mi toccano da vicino, ma la mia intenzione è quella di parlare degli avvenimenti, delle notizie e dei fatti che accadono tutti i giorni nel mondo.
Mi farebbe anche molto piacere non essere l'unico a scrivere in questo spazio, e volentieri sono disposto a cedere dello spazio a chiunque abbia qualcosa di interessante da raccontare.
Per il momento spero di mantenere questo impegno, soprattutto con me stesso, sperando che questi pochi byte possano essere interessanti anche per voi lettori.
Buona fortuna :)
Marco



